10 Mag Il Miele Millefiori di Cicero: Le Api dei Castelli Romani nel Nostro Gelato
Il Miele Millefiori di Cicero: Le Api dei Castelli Romani nel Nostro Gelato
Le api non scelgono i fiori a caso. Si muovono in un raggio preciso dall’alveare, seguendo una mappa olfattiva invisibile, e raccolgono nettare da tutto ciò che fiorisce nel loro territorio. Il miele millefiori dell’apicoltura Cicero è esattamente questo: una mappa dei Castelli Romani disegnata dalle api.
L’Apicoltura Cicero
Da generazioni sui Castelli Romani, con arnie posizionate lontano da fonti di inquinamento e vicino a prati spontanei e macchie mediterranee, l’apicoltura Cicero produce un miele che varia leggermente ogni anno perché varia la fioritura. Non è un difetto: è la firma del territorio. Il millefiori raccoglie nettare da lavanda selvatica, timo, sulla, acacia e decine di altre specie — il risultato è una complessità aromatica straordinaria.
Come Lo Usiamo
Il miele è un dolcificante con una personalità forte. Lo usiamo nei gusti dove questa personalità è un valore aggiunto — abbinato alla ricotta di Depau, alla nocciola della Tuscia, e in alcune preparazioni gastronomiche stagionali. La quantità è calibrata per sentire il miele senza che predomini.
«Il miele di Cicero mi ha cambiato il modo di pensare ai dolcificanti. Non è solo una fonte di zucchero: è un ingrediente con una storia, una geografia, un carattere. Ogni volta che lo uso, sto raccontando il lavoro silenzioso di migliaia di api che hanno percorso i Castelli Romani un fiore alla volta.»
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